Contrattare in Vietnam - Flo' in viaggio

Contrattare in vietnam: sì o no? Fino a che punto?

Prima di entrare nello specifico sulle diverse gite e città volevo aprire una parentesi riguardo la gente vietnamita e la contrattazione. Quando ho preparato questo viaggio ho letto migliaia di post e guide (ne ho 4 a casa) in cui leggevo: mi raccomando “contrattate fino alla morte!”, oppure di contrattare il prezzo con i tassisti se non hanno il tassametro o affidarsi alla Maih Linh l’unica -secondo le guide- affidabile.  Alcuni dicevano che i vietnamiti sono un un po’ dei furboni e tendono a fregare specialmente se non se non si conosce il prezzo reale dell’oggetto.

Dopo essere stata a contatto con i vietnamiti per venti giorni e aver preso taxi a destra e sinistra, voglio dire la mia su questo popolo e sopratutto se contrattare è effettivamente utile o meno e fino a che punto.

Parliamo delle persone

Non me lo sarei mai aspettata, ma i vietnamiti sono efficientissimi, velocissimi e puntualissimi. Sono sempre sorridenti e accoglienti. Lo si vede per strada, quando chiunque cerca di offrirti un passaggio in motorino (sicuramente chiedendo soldi in cambio eh), lo si vede negli alberghi, nei ristoranti. Hanno piacere a conversare e chiedere dove siete diretti, quanto tempo rimarrete in Vietnam e vi consigliano anche cosa vedere senza che voi glielo chiediate.

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Sono buddisti inside.
Questo lo ho constatato nel loro modo di guidare. Sfidano le leggi della fisica e ovviamente quella stradale, in cui tutti si schivano facendosi il pelo, ma nessuno s’ammazza e nessuno s’incazza.  Noi a Roma, dopo due giorni di guida vietnamita saremmo tutti esauriti o morti. 😀

Suonano il clacson come se non ci fosse un domani, per qualsiasi cosa e soprattutto sette ore in anticipo. Credo che lo facciano per il gusto di spaventarvi 😉 . Lo usano per avvertirvi che stanno per sorpassarvi, per girare, per attraversare gli incroci o semplicemente per dirvi : “Sto arrivandooooooo!!!”.
Ricordatevi che voi pedoni siete in fondo alla catena alimentare. Poi ci sono i motorini che prendono contromano le strade, salgono sui marciapiedi e passano anche col rosso. Non hanno regole. Per non parlare del fatto che vanno in motorino in 4 (padre, madre e i due figli, magari anche neonati) e molti di loro non indossano il casco. Soprattutto i figli. Assurdo!

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Poi ci sono le macchine e infine i mezzi pesanti. Quelli non vi schiveranno, sarete voi a dovervi fermare, schivarli oppure aspettare il momento opportuno per attraversare la strada.
Tranquilli! C’è sempre un momento opportuno 😉
Vi abituerete presto a camminare in mezzo alla strada e buttarvi nel traffico in modo deciso, ma con calma.
Sono buffi e burloni questi vietnamiti 😉 .

Non ho fatto fatto primi piani un po’ per non voler risultare invadente (anche se si fanno fotografare volentieri) un po’ perché non ci ho pensato in effetti. Eppure vedendoli da vicino vi accorgerete che hanno rughe profondissime. Ogni ruga racconta una storia.
All’aeroporto di Danang c’era una vecchina con una camicia e pantalone blu, bellissimi. Aveva un nasino all’insù e mi sono chiesta se era la prima volta che volasse e mi son detta che aveva davvero un bel coraggio. Il suo viso era pieno di rughe, ma aveva i lati della bocca perennemente rivolti in su. Era bellissima. Credo ne abbia viste tante, ma lo stesso il suo viso era disteso e felice. Come tutto il popolo vietnamita d’altronde. Loro sono così, sempre sorridenti e con un bel senso dello humor oltretutto 🙂 .

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Contrattare in Vietnam

In Vietnam il sole sorge alle 5 e tramonta alle 6, chi lavora nei mercati o per strada inizia a lavorare con le prime luci e stacca tardissimo. Nelle città maggiormente turisticizzate i venditori e i tassisti tendono a gonfiare parecchio i prezzi, ma parliamoci chiaro…quanto mai potranno gonfiarli per le nostre tasche?

Partiamo dalle basi.
La moneta vietnamita è il dong, hanno solo soldi di carta e si ragiona in migliaia e milioni. Quando vi ritroverete i milioni nel portafogli vi sentirete dei ricconi. 😀

1 €= 30.000 dong

Vi lascio qualche numero tanto per farvi capire che lì la vita non costa una mazza: 2 bottigliette d’acqua costano 12.000 (a Hoi An e Saigon si arriva anche a 15.000- 25.ooo) il che significa che 12.000= 0,44 €.  Il non là, il capello tipico a cono, arriva a costare fino a 80.000 dong a Hoi An e 60.000 ad Hanoi, rispettivamente 3 € e 2 €. Ora, sinceramente, quando i costi sono così bassi e i salari vietnamiti pure, mi rifiuto di contrattare. Non vedo il senso, non divento povera se gli regalo 2 €, attaccarmi ai centesimi non mi va.

Credo quindi che bisogna capire su cosa è bene contrattare e cosa no. Per esempio, mezz’ora di taxi dall’aeroporto di Hanoi al quartiere vecchio -mezz’ora di macchina- viene più o meno 250.000 dong, circa 7,50€. Ma io te li do volentieri 7 € quando a Roma ne pago 22 per la stessa quantità di tempo e magari anche meno chilometri! Se vi chiedono per due chilometri 250.000 dong allora no, lì contrattate, ma pensate sempre che anche i vietnamiti devono campare e fanno il loro lavoro.

Sul delta del Mekong abbiamo lasciato 30.000 dong di mancia (non è neanche 1 €) alla signora che ci ha trasportato sul Mekong e lei era talmente tanto contenta di ciò, che ha mostrato alla nostra guida quanto le avevamo dato, perché il suo salario è terribilmente basso.

Contrattare in Vietnam - Flo' in viaggio

 

Quindi, la questione del “gonfiare il prezzo”, sinceramente quasi non si pone.
Ho imparato che si contratta anche via mail, per le gite ad Halong, Sapa o alloggi. Anche lì valutate sempre il rapporto qualità/prezzo, quantità di giorni e cosa vi offrono nel servizio prima di contrattare.
Perciò contrattare in Vietnam sì, ma fino a un certo punto e sulle cose per cui vale veramente contrattare.

Voi cosa ne pensate?!

leggi anche: Vietnam we are coming!! Tutto quello che c’è da sapere

1 thought on “Contrattare in vietnam: sì o no? Fino a che punto?”

  1. Penso che hai ragione e anche io farei come te. Mi ricorda la volta che presi un taxi a Craiova, in Romania. Per un quarto d’ora di auto il tassista ci chiese qualcosa come due euro. Gliene lasciammo dieci, sapendo dello stipendio medio che lì non arriva a duecento euro mensili. Il tassista quasi si commosse, erano gli unici soldi che aveva guadagnato nel weekend ed era domenica. Quando si può, perché non aiutarli se a noi non costa quasi nulla? 🙂

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